Vorrei esprimere la partecipazione dell’Associazione Familiari vittime Amianto di Bari di cui Antonio e Rosa fanno parte ed  insieme a tante famiglie,  a Bari come  nel resto d’Italia e nel Mondo, sono  devastate dagli effetti patologici dell’amianto.

La molla che ha fatto scattare l’esigenza di costituire  l’associazione  è stata una frase sentita in una conferenza sullo stato dell’aria attorno alla fibronit dopo che era stato messo in sicurezza il sito, tenutasi nella Parrocchia San Sabino diventata poi la nostra sede e centro di ascolto per le persone che venivano coinvolte .

la frase diceva più o meno così:

“la situazione è sotto controllo, dai rilevamenti effettuati non vi sono motivi di preoccupazione, certo ci possono essere sempre dei colpi di coda pregressi….”.

In quella frase ci è sembrato sottintesa la rinuncia a contrastare la malattia.

Questo modo un po’ burocratico di minimizzare i rischi ed esorcizzarne per così dire  la sofferenza è stato uno dei motivi per cui è nata l’associazione , per fare in modo che ,sulla scorta dell’esperienza di ognuno di noi, chi si ammala di Mesotelioma  avesse un percorso terapeutico degno di questo nome,aiutato da coloro i quali hanno messo a disposizione la loro esperienza con la malattia .

Antonio oltre che a respirare l’amianto,ne è stato a contatto  lavorandovi ,ignaro dei suoi  effetti perversi ,eppure la società pubblica in cui ha lavorato per 40 anni sapeva che i suoi dipendenti erano a contatto di questo serial killer,il colpo di coda l’ha sentito 40 anni più tardi, subito dopo essere andato in Pensione,nel momento in cui doveva riprogrammare la propria Vita,quando dopo una vita di onesto lavoro, doveva coltivare i suoi hobby quali la musica, gli amici,le giornate al terzo pontile,il suo vero domicilio nella lunga stagione estiva che caratterizza la nostra Città.

Eppure nonostante la gravità della malattia diagnosticata,ha lottato ed aiutato anche gli altri,si è sottoposto a cure sperimentali,sicuro in questo modo di aiutare la Ricerca di una Cura ,e fare si che altri potessero un domani usufruire del suo consapevole contributo.

Personalmente,devo dire che ho una grande pena nel cuore, poiché ho avuto la fortuna di conoscere una persona che aveva  carattere,umanità e sostanza di pensiero,in questi due anni dalla diagnosi di mesotelioma  era Lui che ha aiutato me e con il suo esempio ci aiuterà ancora per  fare in modo  che possiamo sostenere quanti  vengono  coinvolti nel dramma che il mesotelioma comporta, non solo per l’ammalato ma anche in chi vive attorno, annullandone  i progetti di vita .

Grazie Antonio, per te l’estate è già arrivata sei già nella spiaggia di Pane e pomodoro,nel tuo angoletto del terzo pontile,di fronte a San Sabino dove noi continueremo ad incontrarci e dove troverai l’abbraccio e la comprensione  di Angela, Lilli,  Lucia, Grazia, Elsa,Ernesto , Gennaro ,Vito , Salvatore , Antonio, Guido  e di tutti gli altri con i quali  abbiamo avuto l’onore di percorrere insieme un tratto di cammino di cui custodiremo un dolce e intenso ricordo.

Ciao Antonio , Ciao Che Guevara

Lillo Mendola

 

Bari 25 febbraio 2013

Chiesa Mater Ecclesiae

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